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In difesa degli early careers. Remo Bodei sul prepensionamento dei docenti universitari

30/07/2014

_L’Huffington, 30.7.2014, qui

Al pari di molti baby boomers, Remo Bodei è diventato ordinario prima dei quarant’anni. Sono nella migliore condizione per riconoscere i suoi meriti. Mi sono laureato con lui in Normale e alla facoltà di filosofia di Pisa. Tuttavia non mi risulta che le sorti dell’università italiana abbiano tratto beneficio da carriere tanto lunghe. Bodei afferma, in un’intervista apparsa su Repubblica, che l’università italiana non potrebbe sopravvivere al pensionamento degli over 65. E sembra ritenere, in modo davvero ingeneroso, che le generazioni più giovani necessitino ancora di tutele – se tali possono essere considerate quelle che sono state loro riservate. Per tenerci alla metafora militare che il filosofo introduce, e che personalmente non trovo confortevole né appropriata alle istituzioni culturali o al mondo della ricerca: come valutare gli attuali “stati maggiori dell’esercito”? E perché nutrire tanta sfiducia pregiudiziale nei confronti degli early careers, sommariamente equiparati a “capitani e sottotenenti”? Potremmo invece attenderci da loro, se non grandi cose, almeno le virtù ordinarie degli scienziati comuni.

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