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#MichelangeloPistoletto. Il dispensatore di eternità

05/12/2014

Immagine 6

Michelangelo Pistoletto ha raccontato molte cose; alcune ha adattato, altre ha taciuto. Un’esemplificazione tra le possibili: la serie degli Oggetti in meno rimane un cono d’ombra storico-artistico nel contesto di una biografia professionale segnata dall’assiduo esercizio di autocommento e autointerpretazione. Agli Oggetti in meno sembra essere stato affidato come il segreto della transizione pre-poveristica e “concettuale”.

In senso lato possiamo affermare che gli Specchi sono ancora pittura: del quadro preservano morfologia, tecniche (quantomeno nel primo momento, quando prevedono disegno) e racconto. Gli Oggetti in meno si dispiegano invece nello “spazio”: sono per lo più (non sempre; non necessariamente) installazioni, “ambienti”. La domanda è: costituiscono davvero una serie, cioè lo sono storicamente, nel disegno che ne possiede l’artista sin da subito; o lo diventano retrospettivamente, con propositi sottilmente mitografici e autocelebrativi, nel racconto che di sé dà Pistoletto? Free Download qui e qui (un secondo saggio sul tema #MichelangeloPistoletto #Artepovera #Italia|USA in: Geopolitiche dell’arte. Arte e critica d’arte italiana nel contesto internazionale, Marinotti, Milano 2012, qui).

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