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Mariaztella

23/12/2014

Questa è la risposta di #MariastellaGelmini alle ricerche che avvertono dell’abbandono di una percentuale sempre maggiore di ricercatori a tempo determinato – una risposta ideologica e massimalistica, che chiarisce l’intenzione punitiva. Gelmini ignora (e come non potrebbe?) gli studi di psicologia della creatività che riconoscono la correlazione esistente, in artisti, scienziati, ricercatori innovativi, tra autonomia e iperlavoro: si è tanto più produttivi quanto più ci si sente apprezzati e si è lasciati liberi da invadenti burocrazie. Si può considerare positivamente una riforma che distrugge l’istituzione che dovrebbe riformare? E soprattutto: la riforma ha stanato i pessimi – secondo il proposito dichiarato – o colpiti invece quanti non hanno niente a che fare, per ragioni anagrafiche e non solo, con le assunzioni indiscriminate degli anni Settanta e Ottanta?

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