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Sociologi della scienza e psicologi cognitivi tendono oggi a definire “trandisciplinari” le comunità di ricerca allargate che includono, con i ricercatori professionali, anche amministratori o politici, imprenditori, attivisti impegnati nell’ambito sociale e semplici cittadini investiti dalla comune esigenza di risolvere problemi. Ci chiediamo come valutare la ricerca, la sua utilità e il suo impatto sociale? Bene. Ritengo che, a determinate condizioni, dovremmo educarci a riconoscere l’ampiezza del coinvolgimento in forme di attivismo civile, ambientale, digitale etc. come un indicatore estremamente attendibile della produttività e creatività dello scienziato.

Ne scrivo @ROARS qui.

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