Home

Immagine 5

“David Hockney e Damien Hirst hanno chiesto più musei. Ma su quali basi possiamo pretendere che sia prioritario realizzare più musei invece che luoghi dedicati a altre attività pubbliche? Specie da quando Bilbao e gli edifici di Liebeskind dimostrano che il richiamo dei nuovi musei è nell’edificio stesso piuttosto che nella collezione?”. Eric Hobsbawn si poneva questa domanda non molto tempo fa. Provo a suggerire alcune possibili risposte oggi pubblicando @ Minima&moralia un estratto da “Il momento Eureka” (qui). Dedicato alle trasformazioni globali del museo di arte contemporanea.

Annunci

pietro-liberi-la-giustizia-e-la-pace1

La parola, le pratiche, la cittadinanza

convegno a cura di Michele Dantini e Debora Spini, 24.10.2014
Georgetown University, Villa Le Balze, via Vecchia Fiesolana 26, Fiesole, Firenze

10.15 apertura convegno
Saluto ospiti e relatori: Michele Dantini e Debora Spini

prima sessione 10.30-13.00
chair Massimiliano Rossi

Daniele Spini. Giornalismo culturale e pratica critica

Marco Brizzi. Critica e progetto architettonico

Marco Solinas. Teoria discorsiva e critica sociale

Rino Genovese. Critica della cultura come critica sociale

Emanuele Pellegrini. Critica, storia, ideologia

 

15.00-17.30 seconda sessione
chair Michele Dantini

Guido Vitiello. Critica letteraria e critica culturale

Manuel Anselmi. Discorso culturale e critica dell’ideologia

Stefano Chiodi. L’anacronismo delle immagini

Christian Caliandro. Critica vs. Dissociazione

 

La parola le pratiche locandina La parola, le pratiche, la cittadinanza_Script

Fano, Centro Studi Vitruviani, 23.10.2014.

a cura di Bruno Zanardi, con Giorgio Agamben, Lorenzo Casini, Michele Dantini, Raffaele La Capria, Alberto Magnaghi, Anna Marson, Tomaso Montanari, Massimo Quaini, Alberto Saibene, Salvatore Settis, Antonella Tarpino.

Mathaf, Arab Museum of Modern Art.

The 2014 CIMAM _ International Committee for Museums and Collections of Modern Art annual conference will be about “Museums in Progress: Public interest, private resources?” @Mathaf, Doha (November 9-11). I strongly believe people have right to information and culture. So why overemphasizing the “public” importance of charity? And first of all: why addressing “philantropy” as “public” or “public interest”? Is it not something else? Not to mention Qatar’s ruling classes “public culture”.

For Prada “philantropic” partnerships with Qatar see @http://www.doppiozero.com/materiali/chefare/il-premio-curate

riaccendere-i-motori

_Doppiozero, 11.6.2014, qui

Gian Felice Rocca, presidente di Techint e Assolombarda, su #dirittoallostudio#università #formazione. La distopia neo-con di un “paese di periti”.


I percorsi educativi superiori dovrebbero essere profondamente modificati per venire incontro alle esigenze dell’industria manifatturiera, e anche l’università, dal punto di vista di Riaccendere i motori, richiederebbe modelli organizzativi del tutto diversi. Rocca è cauto e felpato ma le sue affermazioni, se contestualizzate, preludono a svolte radicali. Così, quando auspica che l’ANVUR introduca distinzioni “tra forti competenze educative e tecnologiche e obiettivi di eccellenza scientifica”, non si limita a plaudire all’operato dell’agenzia nazionale di valutazione universitaria. Si schiera invece per la netta separazione tra research- e teaching universities

Immagine-6

_ROARS, 8.6.2014, qui

Disoccupazione e sottoccupazione intellettuale producono oggi in Italia quello che le “politiche identitarie” producevano nei campus degli Stati Uniti tra Ottanta e Novanta: un gioco di censure incrociate e sommarie. Qual è il costo sociale dell’opacitá dei processi di reclutamento? Un’intera generazione è allontanata dalle professioni della ricerca. Hanno senso, in tale contesto, le retoriche identitarie sul “patrimonio” e l’eredità culturale? Se l’universitá produce esclusione, per di più in modi percepiti spesso come illegittimi, ci può essere trasmissione del sapere tra generazioni? Il “discorso culturale” si organizza oggi in Italia per bande rivali autocostituitesi su base anagrafica. Con quali conseguenze? Ne scrivo @ ROARS Return on Academic ReSearch.

Immagine-19

_ROARS, 25.5.2014, qui

…Cambridge Management Consulting Labs è una società costituita da Carrai nell’estate del 2012 con capitale sociale di 10 mila euro: pochi per un ambizioso “laboratorio” di consulenza transoceanica (il capitale è stato poi accresciuto, sia pure in misura modesta). In omaggio a un nome tanto ponderoso, la web page si apre con un’immagine del MIT: non male per un’impresa che ha sede a Firenze e succursali a Milano, Roma e Tel Aviv. Cambridge Management Consulting Labs si è di recente aperta a nuovi soci. Nel consiglio di amministrazione siede oggi Marco Bernabé, figlio dell’ex amministratore delegato di Telecom. E’ evidente, da questa semplice scheda anagrafica dell’azienda, che Carrai non vanta competenze complesse o score prestigiosi nei settori del patrimonio o del turismo. Il titolo a commentare sui maggiori quotidiani nazionali gli è riconosciuto esclusivamente sulla base di relazioni politiche

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: