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care e cari,

ecco qui il link all’eBook che ho curato con ‪#‎DeboraSpini‬ , Le parole, le pratiche, la cittadinanza, atti del convegno che abbiamo tenuto alla Georgetown University nell’ottobre 2014. Mi sembra ben riuscito ed è bilingue. ‪#‎criticadarte‬ ‪#‎storiadellarte‬ ‪#‎teoriapolitica‬ ‪#‎teoriaculturale‬ ‪#‎innovazione‬. Il download è gratuito qui.

I miei più cari saluti e auguri di Scintillante Anno Nuovo

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Il momento Eureka. Pensiero critico e creatività è il mio eBook sull’innovazione cognitiva, appena uscito per Doppiozero, a cura di cheFare: dedicato ai processi di scoperta e esplorazione, all’intuizione e alle sue origini composite, all’allineamento di pensiero convergente e divergente, a ciò che chiamiamo la “scintilla” (o il “momento Eureka”, appunto) e smentisce la tesi delle “due culture”.
 
Scrivere questo libro, al cui interno la storia dell’arte dialoga con le scienze cognitive, l’antropologia culturale, la teoria politica e i creativity studies, ha avuto per me un’importanza tutta particolare, teorica e affettiva insieme.
 
Il download è gratuito dalla libreria di Doppiozero, qui. E sul sito di cheFare trovate un abstract ita|eng dal titolo Anatomia della creatività [Anatomy of Creativity], sul rapporto tra arte, storia dell’arte e scienze cognitive (qui; una precedente anticipazione @Doppiozero, Ricerca e rete, qui).

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Vorrei provare a definire in modo nuovo ciò che intendiamo (o che potremmo intendere) per “arte contemporanea”. Mi riferirò a esperienze qualificate attualmente in corso a livello internazionale, alternerò punti di vista descrittivi e prescrittivi e cercherò di situarmi nel punto di intersezione tra pratiche estetiche e politiche della cittadinanza, sul piano delle iniziative per la legalità, il lavoro qualificato, la difesa dell’ambiente, l’impresa sociale, la trasmissione dei saperi. La produzione di oggetti voluminosi, luccicanti e dispendiosi non è (non deve essere) criterio esclusivo o vincolante. Né debbono esserlo i megabudget.

Ne scrivo in: Scenari, qui.

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Come cambia oggi il ruolo del museo di arte contemporanea? La pratica delle “mostre” mantiene centralità, oppure sono più importanti processi di formazione? Come possiamo definire i suoi possibili rapporti istituzionali con il mondo dell’innovazione sociale e tecnologica? Ne scrivo qui discutendo alcuni modelli internazionali di istituti di “creative technology”.

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Sono davvero lieto di dare inizio oggi alla collaborazione con una rivista on line che considero tra le più interessanti della scena editoriale attuale,
@Scenari.

Scrivo di arte italiana contemporanea qui.

 

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Da oggi a domenica prossima sono a Palermo  per prendere parte a Nuove pratiche, convegno-Festival dedicato ai temi dell’innovazione culturaleTutto si annuncia dibattuto e avvincente. Ho appena pubblicato il mio intervento qui (@L’Huffington: short version) Maggiori info sul Festival invece qui (@Cantieri culturali alla Zisa nei giorni 17 e 18 ottobre).

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_Artribune, 4.4.2014, qui “…Evitiamo lagnanze corporative. Proviamo invece a suggerire spunti di riforma. Quali politiche culturali per i musei di arte contemporanea? Le politiche di austerità incidono. Il modello Krens-Guggenheim di museo corporate è fallito assieme alle entusiastiche narrazioni neoliberiste sulla globalizzazione. Può sembrare discutibile destinare ingenti somme di denaro pubblico a musei che sembrano aver smarrito un ruolo civile per diventare concessionarie di gallerie e architetture da noleggio…”

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