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Here you can find the english abstract of my essay on sci-fi movies and design published in Arts and Foods. Rituals since 1851 exhbition catalogue (april|november) @La Triennale di Milano.

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#ArtsandFoods

09/04/2015

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Nel catalogo della mostra Arts and Foods, aperta ieri @Triennale di Milano e curata da Germano Celant, racconto le trasformazioni della sfera domestica – cosa più “domestico” del cibo? o della tavola? – vista attraverso il cinema di fantascienza e il design. Un’anticipazione qui.

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“David Hockney e Damien Hirst hanno chiesto più musei. Ma su quali basi possiamo pretendere che sia prioritario realizzare più musei invece che luoghi dedicati a altre attività pubbliche? Specie da quando Bilbao e gli edifici di Liebeskind dimostrano che il richiamo dei nuovi musei è nell’edificio stesso piuttosto che nella collezione?”. Eric Hobsbawn si poneva questa domanda non molto tempo fa. Provo a suggerire alcune possibili risposte oggi pubblicando @ Minima&moralia un estratto da “Il momento Eureka” (qui). Dedicato alle trasformazioni globali del museo di arte contemporanea.

Diario namibiano

03/12/2014

Diario-namibiano
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Diario namibiano è una mia inchiesta|travelogue sull’occidentalizzazione incipiente delle culture San, Nama e Herero, sulla cooperazione culturale e la trasformazione delle abilità tradizionali in “design” e “fine arts”. L’ho realizzata anni fa, tra Sudafrica e Namibia, collaborando con istituzioni locali e intervistando operatori culturali, storici, cooperanti e artigiani.
Il Diario è stato finalista del Premio Paola Biocca|Società Italo Calvino per il reportage lungo nel 2002; e ripubblicato (senza immagini) in: Ho visto, e/o, Roma 2003. Scriverlo fu per me importante e per più versi catartico: usavo strumenti da storico e critico d’arte in contesti lontani, in una prospettiva antropologica, al di fuori del ristretto mondo dell’arte contemporanea (venivo da esperienze curatoriali). Mi interessava poi osservare la trasformazione del saggio in narrativa non fiction, taccuino o diario di viaggio. Sono felice adesso di renderlo liberamente disponibile qui e qui.

 

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Qui @minimaetmoralia il mio Diario di viaggio con revenant: Ettore Sottsass jr. e i madaleniani: a suo modo un “viaggio in Italia”.

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_L’Huffington, 24.7.2014, qui

Il culto per architetture o mobili “misteriosi” e densi di rovina nasce dall’estrema consapevolezza del contrasto tra “progetto” e “capitale”: come pure l’insistenza sulla fatale “incompiutezza” di un qualsiasi edificio, gioiello, tavolo, brocca o piatto. Quanto, dell'”utopia” controculturale, è possibile conservare nell’oggetto di design, e quanto invece è inevitabile tradire? E che cosa, nella presa di posizione ideologica contro la società industriale, è o è stato posa?

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_Artribune iv, 20, luglio|agosto 2014, qui

Ci sono molte cose da dire su un percorso lungo, molteplice e spezzato come quello di Sottsass. L’architetto, il designer, il beat, l’agitatore culturale, l’artista, l’editore, il performer. Ma la mia tesi è: le formidabili ville e residenze private che Sottsass progetta negli ultimi anni sono finalmente rivelative di quanto in lui è rimasto a lungo non detto. E cioè la convinzione che l’architettura non sia al servizio degli uomini ma degli dei.

 

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