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MicheleDantini_DopoCharlieHebdo

Nella storia dei miti e delle religioni Zion è la città celeste, luogo di indicibile abbondanza e piacevolezza, termine di ogni erranza; oppure la città dei resistenti, come in “Matrix”. Nel secondo espisodio della trilogia vediamo l’intera comunità adunata nella grande sala ipogea, tra ombre profonde e smisurati pilastri di roccia, al cospetto di Morpheus. I cittadini di Zion sono attoniti, angosciati per l’imminente arrivo delle Macchine, ormai prossimi alla resa. Ma c’è qualcosa che li unisce e impone loro di continuare a combattere. “Il motivo per cui oggi siamo qui”, declama fatale Morpheus, “è il nostro comune amore per la disobbedienza”.

“Zion”: la mia nuova rubrica @Artribune (marzo|aprile 2015, p. 27).

“Scismi e diaspore costruiscono essi stessi comunita`. E` prevedibile che nuovi orientamenti artistici possano maturare all’interno di cerchie in parte esterne all’attuale “mondo dell’arte”, cerchie che praticano forme innovative di disobbedienza civile e dissenso, coese e solidali; o sperimentano l’esperienza dell’espatrio. Emergeranno in un prossimo futuro portando con sé quei mutamenti radicali che oggi ci sembrano necessari, destando dall’apatia per cio` che riguarda le sorti delle nostre democrazie? Non saprei dirlo, anche se tutti possiamo impegnarci perché questo accada”.

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