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Julius Pascin et le Simplicissimus

Reprint 3. Pascin, o meglio Julius Pincas (1885-1930), è un artista tra i più celebri a Parigi tra le due guerre, aedo maudit di fanciulle in fiore degenerative e malaise esistenziale. Fiore tossico e cangiante cresciuto nel punto di intersezione tra Rubens e un bicchiere d’assenzio, complice Grosz, l’arte di Pascin nasce a Monaco all’inizio del Novecento, quando l’artista, risoluto a mille diaspore, di origini ebraiche e bulgaro di nascita, negli Stati Uniti negli anni della prima guerra mondiale, collabora a Simplicissimus, elegante foglio di satira politica della capitale bavarese. Nasce dall’illustrazione e dal disegno, non dalla pittura: e il punto è importante. Ripubblico qui un mio breve testo di alcuni anni fa, comparso in un catalogo di mostra (Julius Pincas et le Simplicissimus, in: Pascin, a cura di Guy Krohg, Musée de Montmartre, Parigi, primavera 1993), quando studiavo le riviste illustrate di Monaco e la comunità artistrica della città all’apice dello Jugendstil (il mio tema era allora: “infanzia e adolescenza di Klee”).

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