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Leggo ‪#‎GuglielmoForgesDavanzati‬  ROARS Return on Academic ReSearch#ANVUR ‪#‎politicheuniversità‬ e sono colpito dall’allarme per l’individualità creativa – allarme che condivido in pieno (qui). Il rapporto tra ricerca e movimenti mi sembra prezioso per la cultura umanistica in una congiuntura avversa come quella attuale; in Italia e altrove. Ma è un rapporto da considerare in un doppio senso e con accorgimenti specifici. Nel Momento Eureka. Pensiero critico e creatività (Doppiozero CheFare), in particolare al capitolo i. “Humanities e innovazione sociale. Individui, istituzioni, comunità”, discuto il caso del ricercatore innovativo, e se sia possibile stabilire connessioni (in senso bruniano: “vincoli”) tra creatività a partecipazione; e a quali condizioni (qui. Il download è libero).

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care e cari,

ecco qui il link all’eBook che ho curato con ‪#‎DeboraSpini‬ , Le parole, le pratiche, la cittadinanza, atti del convegno che abbiamo tenuto alla Georgetown University nell’ottobre 2014. Mi sembra ben riuscito ed è bilingue. ‪#‎criticadarte‬ ‪#‎storiadellarte‬ ‪#‎teoriapolitica‬ ‪#‎teoriaculturale‬ ‪#‎innovazione‬. Il download è gratuito qui.

I miei più cari saluti e auguri di Scintillante Anno Nuovo

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Il momento Eureka. Pensiero critico e creatività è il mio eBook sull’innovazione cognitiva, appena uscito per Doppiozero, a cura di cheFare: dedicato ai processi di scoperta e esplorazione, all’intuizione e alle sue origini composite, all’allineamento di pensiero convergente e divergente, a ciò che chiamiamo la “scintilla” (o il “momento Eureka”, appunto) e smentisce la tesi delle “due culture”.
 
Scrivere questo libro, al cui interno la storia dell’arte dialoga con le scienze cognitive, l’antropologia culturale, la teoria politica e i creativity studies, ha avuto per me un’importanza tutta particolare, teorica e affettiva insieme.
 
Il download è gratuito dalla libreria di Doppiozero, qui. E sul sito di cheFare trovate un abstract ita|eng dal titolo Anatomia della creatività [Anatomy of Creativity], sul rapporto tra arte, storia dell’arte e scienze cognitive (qui; una precedente anticipazione @Doppiozero, Ricerca e rete, qui).

August-Friedrich-Siegert-Il-conoscitore

Vorrei considerare il tema dei rapporti tra ricerca e giornalismo culturale considerandolo dalla prospettiva di un particolare settore di studi, il mio. Chi è il destinatario della storia dell’arte? Come avvicinare un pubblico più ampio della ristretta cerchia di specialisti, collezionisti e devoti? O emancipare lo studio del passato dalle lamentazioni della nostalgia? Queste alcune domande possibili. Spesso distinguiamo le due attività – “ricerca” e “giornalismo culturale” – in maniera precipitosa e sommaria, senza riguardo per le ambiguità o le sfumature. Facciamo riferimento al tipo di pubblicazione che accoglie questo o quel contributo e impieghiamo grande zelo nel distinguere tra riviste scientifiche, riviste divulgative, giornali, blog etc. Tutto questo sembra penosamente estrinseco. Simili distinzioni hanno davvero a che fare con l’intima necessità e coerenza di un percorso di ricerca innovativo, che cerca di trovare e coltivare il suo pubblico a più livelli e in modo molteplice?

Ne scrivo @ROARS qui

Zurbaran, San Francesco, s.d., Lyon, Musée des Beaux Arts, part

Come cambia la storia dell’arte? E qual è il suo rapporto con il miglior giornalismo culturale? Ne scrivo @Scenari_Mimesis qui.

MicheleDantini_Nuove Pratiche Fest 1.0

Questo il mio contributo all’eBook Nuove Pratiche Fest 1.0, dedicato al tema dell’#innovazioneculturale (:duepunti, Palermo 2014; free download qui). Un eBook che suggerisco di tenere in buona evidenza nello scaffale digitale: si propone di costituire una prima raccolta di punti di vista, definizioni e progetti su un tema avvincente quanto a venire.

Personalmente ritengo si debba distinguere tra #innovazionecognitiva da un lato; e #innovazionesociale dall’altro. La prima ha a che fare con la creatività esperta, il “flusso” di cui parla uno psicologo cognitivo come Mihaly Czicksentmihaly o “i momenti Eureka” descritti da Eric Kandel). La seconda ha a che fare con la trasformazione dei modi in cui produciamo e condividiamo “cultura”, o ne beneficiamo (dunque: economie della cultura, imprenditoria culturale, usi sociali della cultura).

A Palermo si è parlato soprattutto di questo secondo e decisivo aspetto, #socioeconomico, particolarmente nutrito e sollecitato dall’affermazione delle tecnologie digitali e dalle pratiche di collaborazione_condivisione. Nel mio breve intervento mi riferisco però soprattutto al primo aspetto. La correlazione tra i due aspetti, oggi da immaginare e costruire, potrà rivelarsi fortemente innovativa (in ogni senso del termine!). 

Ricerca e Rete

24/10/2014

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Come comunicare online contenuti complessi? E avvicinare Ricerca e Rete? Ne scrivo @Doppiozero qui, dedicando un cameo a un illustre espatriato della storia dell’arte tedesca, Edgar Wind.

Il testo è un estratto dal mio ebook di prossima pubblicazione dal titolo “Arte, scienza e sfera pubblica. Saggi sull’innovazione culturale”.

 

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