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Come cambia oggi il ruolo del museo di arte contemporanea? La pratica delle “mostre” mantiene centralità, oppure sono più importanti processi di formazione? Come possiamo definire i suoi possibili rapporti istituzionali con il mondo dell’innovazione sociale e tecnologica? Ne scrivo qui discutendo alcuni modelli internazionali di istituti di “creative technology”.

MicheleDantini_Nuove Pratiche Fest 1.0

Questo il mio contributo all’eBook Nuove Pratiche Fest 1.0, dedicato al tema dell’#innovazioneculturale (:duepunti, Palermo 2014; free download qui). Un eBook che suggerisco di tenere in buona evidenza nello scaffale digitale: si propone di costituire una prima raccolta di punti di vista, definizioni e progetti su un tema avvincente quanto a venire.

Personalmente ritengo si debba distinguere tra #innovazionecognitiva da un lato; e #innovazionesociale dall’altro. La prima ha a che fare con la creatività esperta, il “flusso” di cui parla uno psicologo cognitivo come Mihaly Czicksentmihaly o “i momenti Eureka” descritti da Eric Kandel). La seconda ha a che fare con la trasformazione dei modi in cui produciamo e condividiamo “cultura”, o ne beneficiamo (dunque: economie della cultura, imprenditoria culturale, usi sociali della cultura).

A Palermo si è parlato soprattutto di questo secondo e decisivo aspetto, #socioeconomico, particolarmente nutrito e sollecitato dall’affermazione delle tecnologie digitali e dalle pratiche di collaborazione_condivisione. Nel mio breve intervento mi riferisco però soprattutto al primo aspetto. La correlazione tra i due aspetti, oggi da immaginare e costruire, potrà rivelarsi fortemente innovativa (in ogni senso del termine!). 

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Da oggi a domenica prossima sono a Palermo  per prendere parte a Nuove pratiche, convegno-Festival dedicato ai temi dell’innovazione culturaleTutto si annuncia dibattuto e avvincente. Ho appena pubblicato il mio intervento qui (@L’Huffington: short version) Maggiori info sul Festival invece qui (@Cantieri culturali alla Zisa nei giorni 17 e 18 ottobre).

Apple cosmica

19/05/2014

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Chi ha visitato la home page di Apple in questi giorni ha trovato la promessa di nuovo “potere” associato a iPhone 5s, “un potere che non immaginavi”.

Se pensate che George Lucas o Stanely Kubrick abbia firmato il marketing dell’azienda di Cupertino siete vicini alla verità: ma in realtà sono stati Steve Jobs e John Sculley, il manager di provenienza Pepsi che proprio Jobs chiama in Apple nel 1983.

In Apple cosmica (Doppiozero 2012) ho raccontato la storia del marketing Apple proprio a partire dal cinema di fantascienza. E a quanto pare l’ipotesi funziona 😉

 

2_Mela cosmica

imageNon sono sicuro che il POP serva a “schivare la costernazione”, come si scrive, o piuttosto a produrla, ma certo sa essere divertente. Matthew Barney? Oh no. Le lascive matrone di Spartacus? Abbastanza. Donatella Versace? Pressoché. Lady Gaga è Afrodite in G.U.Y., girato nel castello hollywoodiano di William Randolph Hearst jr.

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